La Magnolia in Via Cisterna del Follo, 1

Giusto un anno fa scrissi al Carlino lanciando la proposta di poter visitare quella che fu la Casa di Giorgio Bassani in Via Cisterna del Follo, 1:

Caro Carlino,

a seguito delle varie manifestazioni per il centenario della nascita di Giorgio Bassani vorrei aggiungere un particolare non riportato dai giornali. Durante l’ incontro al Liceo Ariosto di sabato 4 Marzo, oltre ai bellissimi interventi dei partecipanti, Paola Bassani ha espresso il desiderio affinche’ gli attuali proprietari della casa in via Cisterna del Follo 1  aprano al pubblico – magari in occasioni particolari come questa del centenario – per visitare uno dei luoghi più importanti e suggestivi della vita di Bassani. Anche semplicemente per visitare il cortile ove sorge “la magnolia” della celebre poesia “Le leggi razziali” in “Epitaffio”. Che ne dite, non sarebbe un’ occasione straordinaria per un bel regalo di compleanno? E perchè no, un bel regalo anche per la città e per tutti coloro che si sono appassionati alla sua meravigliosa opera letteraria e vicenda umana? Con questo appello vorrei, anche a nome di altri estimatori, suonare idealmente il citofono di casa Bassani, e mentre si legge la lapide posta lì accanto a ricordare il luogo tanto amato dove Giorgio ”si aprì alla poesia e all’alto impegno civile”, abbia ad aprirsi anche la porta per noi. Attendiamo speranzosi in questo bel segno di condivisione.

“La magnolia che sta giusto nel mezzo
del giardino di casa nostra a Ferrara è proprio lei
la stessa che ritorna in pressoché tutti
i miei libri.
La piantammo nel ‘39
pochi mesi dopo la promulgazione
delle leggi razziali con cerimonia
che riuscì a metà solenne e a metà comica
tutti quanti abbastanza allegri se Dio
vuole
in barba al noioso ebraismo
metastorico.
Costretta fra quattro impervie pareti
piuttosto prossime crebbe
nera luminosa invadente
puntando decisa verso l’imminente
cielo
piena giorno e notte di bigi
passeri di bruni merli
guatati senza riposo giù da pregne
gatte nonché da mia
madre
anche essa spiante indefessa da dietro
il davanzale traboccante ognora
delle sue briciole.
Dritta dalla base al vertice come una spada
ormai fuoresce oltre i tetti circostanti ormai può guardare
la città da ogni parte e l’infinito
spazio verde che la circonda
ma adesso incerta lo so lo
vedo
d’un tratto espansa lassù sulla vetta d’un tratto debole
nel sole
come chi all’improvviso non sa raggiunto
che abbia il termine d’un viaggio lunghissimo
la strada da prendere che cosa
fare”
Pubblicando l’articolo anche sul social FB ne nacque una discussione che ad una prima e superficiale lettura sembrerebbe una polemica, ma a rileggerla bene e con attenzione si rivela una “preziosa”  discussione-miniera che offrirebbe spunti e materiale utile se raccolta nella proposta contenuta nell’ultimo post.
Se la magnolia è legata alla poesia “Le leggi razziali” è anche vero che pone anche  la questione sulla relazione città -”diversità”: un tema che si ripropone in ogni luogo e in ogni tempo.
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