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Il Nuovo Ghetto Cattolico

giacomelli

- Qui in via Mazzini insieme a via Vignatagliata e via Vittoria si trova lo storico ghetto ebraico di Ferrara, – disse la guida turistica munita di bandierina e megafono – dove vennero rinchiusi i cittadini ebrei non appena lo stato pontificio prese possesso della città. Il ghetto venne isolato da cinque cancelli montati nel 1627 e abbattuti definitivamente durante l’ Unità d’ Italia.

- poco più a est della città  - signore e signori – vi è anche, in fase di costruzione, il “GHETTO CATTOLICO” di vecchia concezione tridentina ma rivisitata in chiave moderna, dove cancelli non si vedono ma ci sono. Lì si possono ritrovare lingue, tradizioni e liturgie di un tempo, come tutto si fosse fermato secoli fa. Si può assaporare l’ebbrezza della fuga dal mondo – brutto e pieno di nemici come testimoniano i mostri e demoni sulla facciata del duomo tipico della mentalità medioevale -, immergersi indisturbati  nelle litanie narcotiche ed estasiarsi tra i fumi d’incenso e preghiere dentro i bastioni verticali – ma diligentemente chiusi dal custode – che danno un convinto senso di sicurezza.e un simpatico ticket per la salvezza.
Potrebbe essere definito un museo di archeologia religiosa, ma nello stesso tempo un rifugio sicuro contro le esigenze del nostro tempo, e dal logorio dell’ impegno “orizzontalista” a favore dei poveri cristi. Vi apporranno, mi dicono, un cartello con su scritto:
Concedi alla tua anima stanca il meritato soggiorno nella confortevole casa di riposo dello spirito.
Vieni anche tu nel ghetto cattolico, non come turista ma come paziente devoto.

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