I Nuovi crociati

Questa mattina volevo fare altro che scrivere. Ma – purtroppo – ho comprato il giornale e l’ occhio è caduto di peso su un articolo* che ha avuto lo stesso effetto di una peperonata di primo mattino. Poi si è acceso un moto di indignazione viscerale.

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Qualcuno dovrebbe spiegare ai nuovi crociati che per parlare di Cristianesimo bisognerebbe fare lo sforzo di leggere anche il Nuovo Testamento, cioè una nuova notizia, anzi “la” buona notizia (evangelo, direbbe un greco). Il Dio degli eserciti si è disarmato. Se non si compie questo “passaggio” chiunque può dire tutto quel che gli pare, addirittura che la cultura ebraico-cristiana del Dio Padre (di tutti, quindi nostro) gli appartiene mentre…celebra riti pagani al dio Po con tanto di felpa verde e corna in testa bevendo le sacre e limpide acque del fiume, oppure mentre si dà la caccia ai poveri, agli ultimi, allo straniero. Nulla da sindacare, per carità! Ognuno ha le sue idee, se non fosse per il particolare che esse sono esattamente le condizioni in cui il Dio Cristiano si è identificato, aggiungendo addirittura che: “qualunque cosa fate a questi più piccoli, lo avete fatto a me” con buona pace di tutti. (Al proposito gioverebbe una bella lettura ai Vangeli dell’infanzia, di quel Natale che abbiamo ridotto alla semplice difesa del presepino che racconta di un Dio che  - dalle stelle alle stalle – si è affidato ad una coppia di profughi che trovò disperatamente rifugio in una grebbia abbandonata piena di sterco, perchè nessuno voleva ospitarli mentre per lei si compivano i giorni del parto.

Magari potrebbe venire in mente a taluni di dire che la propria idea di società chiusa e primitiva da “Padania libera” coincida con quella del Regno di Dio, che le esigenze del Vangelo coincidano con la difesa degli interessi di un gruppo etnico, riducendo il cristianesimo al rango di una regione geografica , anzichè uno stile di vita. Una difesa dei valori tradizionali, come se questi fossero pezzi da museo, reliquie in salamoia, anzichè essere vissuti e testimoniati in un afflato universale, “cattolico” appunto. Su questo punto – direi cruciale e crociale – arriva anche la vostra pretesa di discernere i preti cattivi da quelli buoni.

Si invoca una Chiesa forte, costantiniana, ricca e potente dimenticandosi che Dio stesso si è affidato alla debolezza della parola umana e alla fragilità della testimonianza. Da Dio degli eserciti a servo. Ci si erge a difensori di un cristianesimo senza accettare il Cristo “perdente”, crocefisso, povero e soprattutto servo.

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Oppure potrebbe accadere – nel caso più estremo – di voler interpretare la volontà di Dio mentre si vorrebbe ridicolizzare – molto sommessamente . l’unico che su questa terra lo rappresenta. Avete imparato a disinnescare la potenza e la profezia delle sue parole, delle sue denunce, delle sue implorazioni, coniando il “buonismo” come il neologismo utile ad abbassare la frontiera della coscienza civica, della civiltà: proprio quella che credete di difendere dimenticando che l’uomo si è evoluto da quando è uscito dalle caverne. Avete stirato alla massima estensione il concetto di terrorismo al punto da inibire anche la più semplice e spontanea solidarietà al vicino di casa.

Magari si dice di voler difendere strenuamente i crocifissi di legno attaccati al muro delle aule scolastiche mentre si nega – vantandosene - il pane quotidiano della mensa scolastica a quel bimbo di carne inchiodato al crocifisso della povertà.

Vi indignate – e fate bene – delle ruberie degli altri, senza però aver prima rimesso i vostri debiti (mi pare sia questione di milioni di euro), siete riusciti a fare business meglio degli altri sul business degli altri.

Sforzandomi di capirvi, mi chiedo: ma quale Vangelo leggete? Anche perchè a leggerlo non è complicato come potrebbe essere l’esito del Concilio di Nicea, un Giovanni Crisostomo, San Tommaso d’Aquino, Lèvinas, Maritain, ma si tratta di parabole volutamente “terra terra” (racconti che hanno come spunto la cultura rurale del tempo, storie semplici per gente semplice), racconti dalla semplicità disarmante di cui non si può far altro che scegliere da che parte stare, oppure nel peggiore dei casi esserne indifferenti. Perchè è questo il punto, il Vangelo si difende da solo; non ha bisogno della vostra protezione ma della vostra adesione altrimenti si parla di folklore.

Da qualunque parte decidiate di stare a me va bene, ma per favore…meno confusione.

Anch’io da umile peccatore e uomo in ricerca, oggi ho recitato con questo sfogo e con rinnovata convinzione – forse – la preghiera più bella di sempre, quella imparata da bambino al catechismo.

 

Copyright Raffaele Rinaldi

Articolo di riferimento a cui si rivolge “I Nuovi crociati”: La Nuova Ferrara, 7 Novembre 2015

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